Pane, per stare bene

By on gennaio 17, 2012

E’‘ il primo cibo solido che il lattante può succhiare e l’alimento ideale per accompagnare ogni tipo di pietanza. Nelle diete bilanciate, non manca mai. Piace e fa bene, perché il suo valore alimentare è riconosciuto e utile alla salute.

Il pane ha rappresentato la base dell’alimentazione per gran parte dell’umanità. Oggi i cibi si sono evoluti, così come è cambiato il modo di consumarli, grazie alla vasta scelta di prodotti confezionati, mentre la scienza ci mette a disposizione una miriade di informazioni sui principi nutritivi e sul rapporto tra ciò che mangiamo e il nostro benessere.

Il pane conferma la sua natura di cibo semplice e sano, fatto con ingredienti genuini, base della dieta mediterranea. E’ composto per più della metà del suo peso da carboidrati, molecole provenienti dagli amidi della farina che giocano un ruolo di grande importanza come carburante per il nostro corpo. Gli amidi rappresentano il 50-60% del peso nel pane bianco e circa il 40% nel pane integrale. Gli altri elementi importanti che provengono dalla farina sono le proteine, che rappresentano l’8-10% del suo peso, e i grassi che, a seconda delle ricette e tipologie di pane, vanno da zero a 5-6 grammi per etto. Infine, il pane contiene acqua e fibra, benefica per il sistema digerente.

 

La parola all’esperto

 

“Il pane è una fonte importante di carboidrati e proteine, una componente salutare dell’alimentazione quotidiana” - afferma Andrea Ghiselli, nutrizionista e dirigente di ricerca presso l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli alimenti e la Nutrizione (INRAN) - “I carboidrati forniscono infatti all’organismo il glucosio, la fonte principale di energia per tutti i tessuti, dai muscoli al sistema nervoso. L’amido, non tutti forse lo sanno, è presente in tutti i cereali e particolarmente nel pane e nella pasta. Dà al nostro corpo un’energia a medio rilascio, molto importante come ‘riserva’ per la giornata. Il pane inoltre dà un buon senso di sazietà perché è un cibo solido che viene masticato a lungo: sappiamo che in questo modo il cervello elabora la sensazione di appagamento. Infine è versatile, si accompagna a qualsiasi tipo di pietanza, integrando con i suoi carboidrati il contenuto proteico dei cibi. Ed è digeribile perché ha pochi grassi”.

5 buoni motivi per non rinunciare mai al pane:

 

regala energia “pulita”: la prevalenza di carboidrati nella composizione del pane fa sì che la sua digestione non sovraccarichi fegato e reni
è digeribile: la ridotta presenza di grassi nel pane ne fa un alimento facilmente e rapidamente digeribile
aiuta una dieta corretta: i carboidrati del pane concorrono (insieme a quelli che provengono da altri cibi) a fornire più della metà del fabbisogno calorico giornaliero
dà sazietà: è un cibo solido, con un buon potere saziante. Inoltre, soprattutto se è integrale, contiene fibre che “riempiono” apportando poche calorie
è perfetto e versatile: sempre pronto, può essere consumato ovunque. E’ l’ideale completamento che accompagna tutte le pietanze

 

Più salute, meno sale: ci guadagna il gusto

 

Il Ministero della Salute ha avviato un’importante campagna di educazione alimentare che punta a ridurre l’eccesso di sodio nei cibi in quanto danneggia arterie e cuore. Si comincia dal pane e Mulino Bianco è in prima linea.

 

Moderare il consumo quotidiano di sale ha un’influenza positiva sulla salute del cuore e della circolazione. Se, infatti, il sale è necessario per insaporire e conservare gli alimenti, ed è per l’organismo la principale fonte di sodio indispensabile all’equilibrio dei fluidi nelle cellule, secondo l’INRAN – Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione – gli italiani ne assumono troppo, circa 11-12 grammi al giorno. La quantità giusta, consigliata dai medici, è invece quella di 3 grammi quotidiani ed è garantita dal sodio contenuto naturalmente nei cibi.

 

La parola all’esperto

 

“La ricerca medica ha dimostrato che l’eccesso di sale comporta un aumento della pressione arteriosa e contribuisce in modo rilevante al rischio di malattie cardiovascolari” – commenta Andrea Poli, direttore scientifico del Centro Studi per l’alimentazione  della Nutrition Foundation of Italy“Le linee guida per una corretta alimentazione, pubblicate dall’INRAN e allineate alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, suggeriscono di non superare i 6 grammi di sale al giorno, come compromesso accettabile tra la salute e la sapidità dei cibi. Recenti stime basate su una grande mole di dati, indicano infatti che portare il consumo di sale a 5-6 grammi al giorno ridurrebbe i casi di ictus di oltre il 20% e i casi di infarto di oltre il 17%”.

 

La strategia Barilla per la riduzione del sale nei suoi prodotti:

 

 

ü ridurre il sale poco alla volta: un modo utile per aiutare le persone ad abituare il proprio gusto

 

ü ribilanciare il profilo aromatico del prodotto: per compensare la ridotta sapidità

 

ü Modificare le proporzioni degli ingredienti: per garantire il gusto adeguato ai prodotti

 

 

Come raggiungere l’obiettivo? Una buona strada è quella di ridurre la quantità di sale nella produzione. Il Ministero della salute ha deciso di cominciare dal pane chiamando intorno ad un tavolo le associazioni panificatori, artigianali e industriali. In sintonia con il proprio impegno di assumere il Modello Alimentare Mediterraneo come punto di riferimento culturale e nutrizionale, Barilla si è dotata di linee guida nutrizionali proprie per lo sviluppo di nuovi prodotti e si è impegnata a ridurre la quantità di sale di pane e grissini di almeno il 10% entro il 2011.

Mulino Bianco ha già adeguato alle nuove indicazioni decine di prodotti e entro la fine dell’anno la gamma dei Pani soffici vedrà una riduzione media del sale intorno al 20%.

Perchè intervenire sul pane? “Anzitutto perchè gli italiani amano il pane e ne consumano in media più di 100 grammi al giorno” – continua Poli” Anche se nei pani la concentrazione di sale non è particolarmente elevata, la quantità di sale che assumiamo con il pane è pari, secondo alcune stime al 40% del sale ‘non discrezionale’, cioè non aggiunto ai cibi. E poi c’è un elemento educativo. Così come ci si abitua al sapore salato desiderando cibi sempre più sapidi, è vero anche il contrario: consumare cibi un po’ più sciapi non è un grande sacrificio e nel tempo modifica il gusto.”